Archivi tag: Illustrazioni

L’ordine degli anni

“Un uomo che dorme tiene in cerchio intorno a sé il filo delle ore, l’ordine degli anni e dei mondi”
Marcel Proust


L’ORDINE DEGLI ANNI / MIA NONNA ERA BELLA
L’opera è composta da dodici dittici 35X25 cm in cui sono affiancati ritratti a pastello della nonna dell’artista e pagine del diario che l’anziana ha realizzato durante la malattia.
i ritratti seguono l’andamento e il cromatismo di quest’ultimi segni.

 


L’ORDINE DEGLI ANNI / TOMOGRAFIE
L’opera è composta da:
– 5 centrini all’uncinetto con disegno ricamato, allestiti in teche di legno 20x20cm
– 2 elementi installativi di piccole dimensioni

 


L’ORDINE DEGLI ANNI / GIORNI
L’opera è composta da:
– 3 disegni, inchiosto su carta, 90 cm x 1,5 mt
– 1 video, durata 10 minuti (credits Diego Capomagi – Studio Cuadro)

 

L’ORDINE DEGLI ANNI di Lisa Gelli è una mostra sulla memoria. La memoria che viene persa a causa della malattia da una nonna e viene ritrovata nell’amore di un gesto artistico dalla nipote. L’Alzheimer è una malattia degenerativa che tra i sintomi più frequenti mostra la difficoltà a ricordare, dapprima gli eventi più recenti e poi via via quelli più remoti, portando di conseguenza il malato ad isolarsi nei confronti della società e della famiglia. L’operazione artistica nasce quindi da una storia privata: l’osservazione da parte dell’artista della perdita di informazioni provocata dalla malattia nella nonna, che coincide con la perdita di un sapere fare abituale della vita.
[…] “Un uomo che dorme tiene in cerchio intorno a sé il filo delle ore, l’ordine degli anni e dei mondi” diceva Marcel Proust all’inizio de Alla ricerca del tempo perduto: la memoria, come recupero della propria storia, per Proust è involontaria, scatenata dal sapore di una madeleine; Lisa Gelli invece utilizza il tatto indossando sulla sua pelle gli abiti durante la performance ripresa nel video per riportare la donna nel proprio presente.
Pur occupandosi di connessioni neurologiche che si vanno perdendo, L’ORDINE DEGLI ANNI è una mostra che vuole invece rinsaldare ricordi e coincidenze nascoste, togliendoli dal caos; è dedicata agli incontri fortuiti di memorie in comune; alla presenza delle nonne (come la nonna Anna di Lisa, anche nonna Ida di Annalisa è stata colpita dalla stessa malattia), e a Giovanni, medico e collaboratore del progetto della galleria, laureato con una tesi in Farmacologia proprio sull’Alzheimer.
Testo critico di Annalisa Filonzi – Curatrice della mostra nello spazio USB Gallery

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Madama Butterfly

Illustrations for Madama ButterflyBabazuf edizioni
Art direction by Francesca Torelli, Daniela Ferko, Beatrice Barzaghi

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wow Draisina 200!

Lisa - Draisina low-res

Illustrazione realizzata per Wow DRAISINA 200, la mostra itinerante, celebrativa, ufficiale  che omaggia i 200 anni dall’invenzione della draisina, l’antenata della bicicletta, a opera di Karl Drais.

Illustratori e artisti sono stati invitati a interpretare i vari aspetti della bici e della sua storia, il tema che mi è stato assegnato è “Tandem, risciò, mezzi speciali”.

Lisa---Draisina-animata-low.gif

https://www.facebook.com/wowdraisina200

 

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Vetrine Vinitaly

Bozzetti realizzati per le vetrine dello stand di un’azienda vinicola toscana, in occasione del Vinitaly 2016.

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L’amor profano

Tosse grassa Lisa

Immagine realizzata per la collettiva “Disegantèlo LTG” dedicata alla Tosse Grassa e al suo ultimo album.
Serigrafia a due colori by Strane Dizioni, tiratura 50 pezzi.

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Mia nonna era bella

Qui la relazione del progetto “Mia nonna era bella”
Ed ecco alcune foto del’inaugurazione al Museo Nori dei Nobili, i lavori saranno esposti fino a fine novembre.

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La ballata di Iza

Lisa Gelli - La ballata di Iza
Illustrazione per la mia rubrica su LeVanvere, liberamente ispirata a “La ballata di Iza” di Magda Szabò

“Iza – disse la vecchia all’Iza che viveva nella sua mente. – Non ti arrabbiare. Non riesco a trovare niente. Papà c’è, ma non è come me l’ero immaginato, papà è diventato case, strade, cemento, e non risponde.”
Andò avanti, si lambiccò pensando a cosa avrebbe potuto fare per sua figlia che lì, nella nebbia e nella sua mente, era tornata bambina, era di nuovo l’Iza con una cascata di boccoli, il grembiulino, il naso umido, che si lamentava con l’aria triste e la bocca imbronciata. “La tua presenza mi irrita – disse alla vecchia l’Iza bambina con una vocina sottile, – non ho più un momento tranquillo, devo rompermi la testa per starti dietro. E il mio lavoro!”

Era tutto così strano, l’immagine della piccola Iza, con le sue scarpette basse, la sua voce bisciola, non c’entravano niente con le parole che diceva, con “mi irriti” e “lavoro”. “Non ho più una vita mia. Sei troppo maldestra. Sì, maldestra. Tutto intorno a me è diventato così amaro, così soffocante”.
“Mia cara – pensò la vecchia. – La mia povera piccola Iza!”

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